Tuttavia, tutto questo impegno può essere messo in discussione e vanificato da nemici spesso sottovalutati ma prevenibili, quali le infezioni respiratorie.
È qui che entra in gioco il ruolo fondamentale delle vaccinazioni come custodi della nostra salute respiratoria.
La fragilità non è una condanna
Le persone che convivono con malattie respiratorie croniche sono considerate pazienti fragili. Questo termine scientifico non è una debolezza, ma la constatazione che il loro organismo ha uno stato di salute instabile con capacità ridotte di rispondere a eventi acuti e le vie aeree, già infiammate e ristrette a causa di una ostruzione, sono molto più vulnerabili. Una semplice infezione virale o batterica che in un soggetto sano può risolversi con pochi giorni di riposo, in chi ha una patologia respiratoria può scatenare una riacutizzazione grave.
La riacutizzazione è il peggioramento improvviso e acuto dei sintomi, che spesso richiede cicli intensivi di farmaci, visite al pronto soccorso o, nei casi più seri, il ricovero ospedaliero. Oltre al danno fisico, ogni infezione può vanificare i progressi terapeutici ottenuti, costringendo il paziente a ricominciare da capo la stabilizzazione della propria condizione. L’equilibrio faticosamente raggiunto si spezza e richiede nuove energie perché ne sia raggiunto un altro. La vaccinazione è l'atto di cura che permette di proteggere questa stabilità.
Un approccio culturale: proteggere sé stessi per proteggere gli altri
Parlare di vaccinazioni nella persona adulta non significa solo prevenire un danno personale, ma promuovere un senso di responsabilità collettiva. Vaccinarsi è un gesto di altruismo, un modo concreto per tutelare le persone più vicine a noi, in particolare i familiari anziani, i bambini piccoli o altri soggetti fragili.
Quando una persona con malattia respiratoria cronica si vaccina contro patogeni comuni, riduce drasticamente la probabilità di ammalarsi gravemente e se lo fanno anche le persone della sua famiglia e amici, caregiver e non, la possibilità di diffondere l'infezione si riduce ancor di più.
Quali vaccini alleati per la salute respiratoria?
Il vaccino antinfluenzale è ormai il simbolo della prevenzione stagionale. Per la persona con BPCO, la vaccinazione annuale è fondamentale e ha dimostrato di ridurre il rischio di riacutizzazioni e ricoveri. L'influenza, infatti, può danneggiare ulteriormente i tessuti delle vie aeree, spianando la strada a polmoniti batteriche secondarie con conseguente peggioramento dello stato di salute e della funzionalità respiratoria rimasta.
Tuttavia, il panorama della protezione respiratoria si è ampliato grazie al vaccino antipneumococcico e quello contro il Virus Respiratorio Sinciziale (RSV). Lo pneumococco, infatti, è un batterio responsabile di polmonite, infezioni del sangue e meningite. La vaccinazione antipneumococcica è cruciale per gli adulti fragili e anziani e permette di ridurre significativamente il rischio di malattie invasive. Per quanto riguarda, invece, l’RSV, un tempo associato principalmente ai bambini, i dati recenti hanno evidenziato l'impatto significativo che questo virus ha anche sulla popolazione anziana e sui pazienti con malattie respiratorie croniche, dove può causare complicanze gravi.
Il primo passo dunque per continuare a respirare la vita con maggiore serenità e protezione, per proteggere l’equilibrio faticosamente raggiunto, è parlare con il proprio medico curante o lo pneumologo e aggiornare il proprio “calendario vaccinale”.
La Redazione

