Per chi soffre di allergia ai pollini o di Asma, però, questa stagione può trasformarsi in un periodo difficile da affrontare, soprattutto perché negli ultimi anni la stagione pollinica è cambiata in modo significativo.
Il cambiamento climatico ha alterato in modo rilevante il calendario delle fioriture: le piante iniziano a rilasciare polline in anticipo rispetto al passato e continuano a farlo più a lungo. Secondo i dati della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Clinica (SIAAIC), la stagione pollinica si è estesa complessivamente di oltre 45 giorni, circa 25 in anticipo in primavera e quasi tre settimane in più in autunno. A questo si aggiunge l'inquinamento atmosferico, che interagisce con i granuli pollinici rendendoli più aggressivi per le mucose respiratorie e abbassando la soglia di reattività nelle persone già sensibili.
In Italia si stima che le allergie respiratorie da pollini interessino tra il 20 e il 30% della popolazione. I numeri sono in crescita, anche tra chi non ha una predisposizione familiare accertata. Gli allergeni più coinvolti nella stagione primaverile sono quelli delle graminacee, delle betulle, della parietaria e del cipresso, ognuno dei quali ha il proprio picco di pollinazione e può sovrapporsi ad altri, rendendo la gestione dei sintomi più complessa.
Asma bronchiale e rinite allergica: perché sono associati?
Un aspetto che merita attenzione riguarda il legame stretto tra rinite allergica e Asma bronchiale. Le vie aeree superiori e inferiori formano, dal punto di vista fisiopatologico, un unico apparato respiratorio: l'infiammazione che si innesca a livello nasale può estendersi ai bronchi e favorire o aggravare l'Asma. Le linee guida internazionali Allergic Rhinitis and its Impact on Asthma (ARIA) sottolineano che una diagnosi accurata e una gestione adeguata della rinite migliorano in modo misurabile anche il controllo dei sintomi asmatici. Studi italiani mostrano che oltre il 30% delle persone con rinite allergica sviluppa nel tempo Asma bronchiale, mentre circa il 50% degli asmatici presenta anche rinite allergica. Riconoscere e trattare entrambe le condizioni insieme, dunque, fa la differenza.
Test diagnostici e terapia
La prima cosa da fare, quando i sintomi compaiono ogni primavera in modo ricorrente, è rivolgersi al proprio medico di base o a uno specialista allergologo per eseguire i test diagnostici appropriati (prick test cutanei o test sul sangue per le IgE specifiche) che permettono di identificare l'allergene responsabile. Un allergene è una sostanza estranea all'organismo che determina nella persona una risposta immunitaria, più o meno forte, producendo un tipo particolare di anticorpi, le immunoglobuline E (IgE), che reagiscono all'antigene stesso dando vita all’allergia. Sapere esattamente a cosa si è sensibili consente di impostare una terapia mirata e di pianificare le strategie di riduzione dell'esposizione nei momenti più critici.
Sul fronte dei trattamenti, le opzioni disponibili sono efficaci e ben tollerate. La terapia, prescritta dallo specialista, va sempre personalizzata in base alla gravità dei sintomi, alla loro durata e alla presenza di altre condizioni associate.
Una menzione a parte merita l'immunoterapia allergene-specifica, comunemente chiamata "vaccino" per le allergie. A differenza dei farmaci sintomatici, che agiscono controllando i sintomi ma non modificano il decorso della malattia, l'immunoterapia interviene sulla risposta immunitaria all'origine della sensibilizzazione. Può essere somministrata per via sottocutanea o sublinguale, richiede continuità nel trattamento (di solito tre-cinque anni) e, secondo quanto riconosciuto anche dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, rappresenta l'unica opzione terapeutica in grado di incidere sulla causa dell'allergia.
Accanto alla terapia farmacologica, alcune abitudini pratiche contribuiscono a ridurre il carico pollinico e a proteggere il respiro. Nei giorni con alta concentrazione di polline, che si possono monitorare attraverso i bollettini pollinici aggiornati quotidianamente da ARPA e da altri enti regionali, è utile limitare le attività all'aperto nelle ore centrali della giornata, quando la dispersione aerea è maggiore. Tenere le finestre chiuse nelle ore più critiche, lavare i capelli dopo essere stati fuori, sciacquare le cavità nasali con soluzione fisiologica e cambiare i vestiti al rientro sono accorgimenti semplici che aiutano a ridurre l'esposizione quotidiana agli allergeni.
Vivere bene la primavera, anche con allergie o Asma, è possibile. La chiave è un approccio proattivo: non aspettare che i sintomi diventino insopportabili per agire, ma affidarsi per tempo a uno specialista che potrò valutare la situazione nella sua complessità e impostare un piano di cura adeguato.
La Redazione

