Tuttavia, esistono molti falsi miti che rischiano di farci trascurare la prevenzione proprio nei momenti più importanti.
Sai davvero come proteggere la salute dei tuoi polmoni?
Rispondi alle domande del nostro Quiz!
1. Se non ho sintomi evidenti o riacutizzazioni della malattia da molto tempo, posso saltare la visita pneumologica di controllo?
Sì, se ci si sente bene significa che la malattia è guarita e non serve continuare con i controlli regolari.
Dipende dalla stagione: i controlli servono soltanto nei mesi invernali o durante il picco delle allergie primaverili.
No, l'assenza di sintomi non coincide necessariamente con l'assenza di infiammazione o con il blocco della progressione della malattia.
Asma e BPCO sono malattie infiammatorie croniche. Questo significa che l'infiammazione delle vie aeree può continuare a lavorare "sotto traccia" anche quando ci si sente in perfetta forma. La visita di controllo permette allo specialista di valutare la funzionalità polmonare reale tramite la spirometria e di intercettare piccoli peggioramenti prima che si trasformino in una crisi (riacutizzazione). Adeguare la terapia in modo preventivo è il segreto per mantenere una buona qualità di vita nel lungo termine.
2. Molti pensano che l'Asma sia una malattia che colpisce soltanto durante l'infanzia. Qual è la realtà?
È una convinzione corretta, superati i vent'anni i bronchi si sviluppano completamente e l'Asma scompare del tutto.
L'Asma può presentarsi a qualunque età, anche in età adulta o avanzata, manifestandosi a volte per la prima volta dopo i cinquant'anni.
Sebbene sia molto comune nei bambini, l'Asma non ha un'età massima. Esiste l'Asma a esordio tardivo, che si sviluppa in età adulta e che spesso richiede un'attenzione ancora maggiore. Confondere i segnali pensando di essere "troppo grandi per l'Asma" porta a ritardi nella diagnosi. Le visite pneumologiche periodiche aiutano a dare un nome corretto a difficoltà respiratorie che altrimenti verrebbero erroneamente attribuite all'invecchiamento o alla scarsa forma fisica.
Colpisce gli adulti solo se sono fumatori attivi, altrimenti rimane una patologia esclusivamente pediatrica.
3. Con una diagnosi di BPCO, qual è l'approccio corretto verso l'attività fisica?
Il movimento moderato e guidato fa parte della terapia, perché aiuta a migliorare la tolleranza allo sforzo e la capacità respiratoria.
Restare fermi per paura del fiatone è uno dei primi errori che si commettono quando si riceve una diagnosi di BPCO. La sedentarietà indebolisce i muscoli, inclusi quelli che ci aiutano a respirare, peggiorando la sensazione di affanno. Durante i controlli periodici, il medico può indicare il livello di attività fisica ideale o indirizzare verso percorsi di riabilitazione respiratoria. Muoversi regolarmente aiuta i polmoni a lavorare in modo più efficiente.
Bisogna stare a riposo assoluto per evitare di affaticare ulteriormente i polmoni e consumare l'ossigeno residuo.
Si può fare sport intenso senza alcuna precauzione, l'importante è non pensarci e superare i propri limiti.
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